Tagli alle ambulanze: "privatizzare ma a quale costo?"

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ambulanza misericordia montalto di castroIschia, Farnese, Canino, Cellere, Arlena di Castro, Montalto, Tarquinia, Tuscania: sono i Comuni più vicino al litorale viterbese che rischiano di vedersi anche loro privatizzare, come del resto nella Tuscia, il servizio ambulanza. Le associazioni territoriali in convenzione con l’Ares 118, già dal prossimo mese di giugno, non potranno più svolgere il servizio con la seria probabilità di tenere in garage le proprie ambulanze. L’azienda regionale per l’emergenza sanitaria ha rinnovato le convenzioni solo per pochi mesi, dopo anni di collaborazione con il personale volontario. La Croce Rossa di Canino, che fa parte di un comitato di 320 volontari, perderà così la partnership con il 118, idem la Misericordia di Montalto, che conta oltre 40 persone qualificate, in stretta collaborazione da 10 anni con l’Ares. Una realtà presente sul territorio da 35 anni, 24 per la Croce Rossa di Canino, per non parlare di Civitella D’Agliano. In pratica nella Tuscia i mezzi di soccorso, resteranno, ma gestiti da privati. A quale costo?

Se lo domandano tutti, e in particolare i sindaci dei territori. Il primo cittadino Sergio Caci si è immediatamente attivato assieme al sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola; entrambi hanno telefonato al neo presidente della Regione Lazio Zingaretti per annullare immediatamente il bando. Stessa linea di pensiero gli altri sindaci della Tuscia. “Siamo seriamente preoccupati della futura situazione che si verrà a creare. – dicono Caci e Mazzola – E’ opportuno annullare immediatamente il bando e intavolare, piuttosto, una seria discussione con le associazioni, le Misericordie, i sindacati e tutti i sindaci del territorio. La Misericordia di Montalto, nell’ultimo anno - aggiunge Caci - ha effettuato ben 700 servizi, per un costo poco superiore ai 50 mila euro. Non possiamo permettere che, in un momento in cui la sanità locale e nazionale va a rotoli, i cittadini oltre a vedersi beffati per la chiusura degli ospedali, si vedano anche togliere i mezzi per raggiungerli.

E’ in previsione, dunque, uno scenario apocalittico che andrà a sconvolgere l’intera organizzazione al soccorso. Mauro Colagé, consigliere con delega alla sanità del Comune di Canino, oltretutto volontario della Croce Rossa da 23 anni, è indignato di fronte a quel bando – scaduto il 14 marzo - con cui l’Ares 118 sostituirà gli equipaggi della Croce Rossa Italiana di supporto nel Lazio e, quindi, anche a Viterbo. “La Croce Rossa di Canino non farà da ruota di scorta ad un ente privato – ha detto Colagé - che verrà ad operare nella nostra zona esclusivamente a scopo di lucro”.

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